Autunno romano con Itaca (seconda parte)

di Luisa Lanari

(Segue il post del 16/10)

Al secondo punto in elenco, accennavo alle emozioni provate stando a contatto con soci, volontari, staff e chiunque ruota intorno (anche i familiari) all’associazione Progetto Itaca Roma.
Anche in occasione della presentazione del 10/10/2013 – Giornata Mondiale per la Salute Mentale – ho tentato inutilmente di non perdermi in chiacchiere, rispondendo alle domande proposte, con la lettura dell’intervista che, in parte, ho pubblicato nel blog: ho cercato di rimanere calma e posata (non è assolutamente da me, lo sapete tutti 🙂 ), rivista alla mano e dire solo le cose necessarie… ma, poi, le persone presenti hanno preferito che parlassi a braccio, facendomi domande particolari, fuori programma e, lì, mi sono scatenata in… “chiacchiere ed emozioni”, mie e dei convenuti. 

Un amico di Itaca (il direttore di Roma, Guido Alberto Valentini), quasi allo scadere del tempo a mia disposizione (per la fortuna di tutti), mi ha invitato a parlare liberamente perché sono un “vulcano”, un altro socio (in privato) mi ha definito “dinamite”…

Consapevole – per esperienza personale – del fatto che la lava incandescente e le esplosioni di tritolo e nitroglicerina fanno terra bruciata intorno, ho dato sfogo a ogni emozione repressa in me, fino a quel momento, perché loro han preferito, forse, che fossi tutta me stessa, senza alcun velo.

Così, anche non volendo, ho coinvolto concretamente il pubblico con: contro-domande un po’ scomode, riferimenti e confessioni personali, provocazioni, anche. Purtroppo son fatta così, soprattutto se mi invitano a togliere il freno a mano!

Non so quale sia stato l’esito finale, ancora non me ne son potuta rendere conto appieno.
So soltanto che, alla fine:
– da un lato ho visto sorrisi e assensi, scambi di doni più o meno consapevoli, insieme a risate fragorose, complimenti e applausi sinceri;
– dall’altro lato ho visto la delusione negli occhi di chi pensa di essere stato sconfitto dalla “bestia” e sentito sulla mia spalla il calore di lacrime vere, segno della disperazione di familiari attoniti (come quelli che descrivo nel mio libro) che di fronte alla malattia mentale non sanno più cosa e come fare… cose che, chi non è stato direttamente colpito da questa sventura, non può assolutamente capire. Anche se, ormai mi son resa conto, che tutti siamo più o meno coinvolti da queste diagnosi infami che tolgono la dignità all’uomo! Sì, perché, se leggete la brochure di Progetto Itaca a livello nazionale, in prima pagina – ma sotto al loro logo che spicca al di sopra di tutto – c’è davvero di tutto:

  • ansia
  • disturbo ossessivo-compulsivo,
  • borderline
  • schizofrenia
  • anoressia
  • bulimia
  • fobie
  • disturbo bipolare
  • depressione
  • mania
  • delirio
  • psicosi
  • alimentazione incontrollata
  • attacchi di panico
  • abulia
  • ipocondria
  • allucinazioni
  • disturbi di personalità
  • depressione post-partum
  • agorafobia
  • delirio
  • disturbi psicotici

Forse ne ho dimenticato qualcuno ma son scritti fitti fitti… In poche parole, credo, possiamo racchiudere tutto sotto quel grande mantello – vago, superficiale, indefinito ma pur sempre rispettoso della dignità del socio di Itaca – del così detto Male di vivere (riporto questo link perché c’è la bellissima poesia del mio amico Gaetano, ma praticamente di esso ne parlo in quasi tutti i post tra i quali quello meno poetico ma più professionale e accurato dell’amico Roberto, se vorrete leggerlo).
Nella pagina web di Itaca, a cui accennavo nell’altro post, dicono, inoltre:

Per aiutare chi soffre, puntiamo sulle risorse di ciascuno, sulla prevenzione e sulla riabilitazione, lasciando alla scienza medica il compito della terapia, senza chiudere gli occhi sulla disinformazione che ancora pesa su questi disturbi e sull’indifferenza delle istituzioni riguardo all’essenziale importanza dell’informazione e prevenzione.

Ci si riferisce, in sintesi, alla lotta contro quello stigma diffuso un po’ ovunque (anche nelle istituzioni), di cui più volte anche io ho parlato e alla Speranza che, comunque, con Itaca è reale in molte città italiane: che chi soffre sia aiutato in base ai propri “talenti”, qualunque essi siano. La pittura, la scrittura, la fotografia e regia e persino la cucina: sì, Itaca, punta proprio su tutte le risorse che una persona, ancora meritevole di essere chiamata tale – perché figlia dello stesso Padre – può donare. E qui entriamo nel vivo del terzo punto a cui accennavo nella prima parte di questo post: lode e gratitudine verso un Dio che riesce a tirar fuori miracoli anche nelle situazioni più insolite ed estreme!
In particolare, quando sono andata per la prima volta, a fine agosto, a conoscere a Roma l’associazione, oltre a parlare del mio libro e della presentazione di ottobre, della forza catartica che la scrittura ha per me, abbiamo anche rassettato insieme la cucina della belle sede romana, dove vengono preparati ottimi pranzi, aperitivi e happy hour, da offrire agli ospiti dell’associazione o del Club.
A proposito: grazie Itaca Roma, per quell’aperitivo così speciale – ciliegina sulla torta – che ha reso la presentazione così indelebile nella mia anima, come uno dei miracoli più vivi e veri in me: c’è stato chi ha presentato, chi ha fatto foto e video, chi ha letto passi del libro… e, grazie a tutti loro, io mi son sentita “a casa” e “in famiglia”. E ancora grazie a quel Dio che m’ha donato pure, il giorno seguente, un sole d’ottobre così dolce che mi ha permesso di fare la “turista” insieme a un’Amica davvero angelica e a uno zio altrettanto dolcissimo e ospitale!

di Luisa Lanari

 

20 pensieri su “Autunno romano con Itaca (seconda parte)”

  1. Ciao carissima, grazie per il tuo esempio! Di battaglie ne stai combattendo tante, con forza, serenità e coraggio! Ma la più grande è senz’altro la tua infaticabile testimonianza: il male, da qualsiasi parte provenga si può e si deve affrontare a testa alta, faccia a faccia, con speranza e grinta, senza mai retrocedere. “Vuote parole” qualcuno potrebbe dire, “Tu parli di ciò che non conosci”. Di te non si può dire! Tu sei vera! Tu conosci il calvario della malattia e della sofferenza, ma non ti sei chiusa in te, ti sei offerta come esempio per aiutare gli altri con la tua testimonianza, dimostrando che chi è con Dio può tutto!
    Grazie Luisa

    1. Grazie a te, Miriam!

      A proposito, sempre riguardo al mio egoismo, ormai decantato sia da altri che da me stessa: hai visto l’invito per Firenze del 27/01/2014, qui sul menù in alto?
      Io non so se riuscirò a esserci, ma qualcuno presenterà il mio libro…
      Visto che sei di quella bellissima (e per me “esiliante” regione, tu c’eri con me a farmi uscire dall’esilio 😉 ) mi aiuti a spargere la voce tra i tuoi contatti fiorentini, grossetani e toscani, in genere?

      A parte gli scherzi: devo mandare anche le tre foto per il concorso di P. Ala… mi pare entro febbraio… ce la posso ancora fare? E… i cinque euro dell’iscrizione… li avevo dati alla Profumeria Nadia/Miriam?! Ne è passata di acqua sotto i ponti e non mi ricordo 🙁 … che zucca che ho!

      Saluta Don Sandro e il bel crocifisso esterno della Consolata, grazie per essere, anche tu, in questo bloggino!
      Dio ti benedica, sempre!
      😀

      1. E’ tutto a posto per il concorso fotografico e spargerò la voce a Fi e dintorni.
        Ti abbraccio forte … ora posso! (ma dove trovo le faccine da inserire ?! volevo farti l’occhiolino d’intesa)

        1. Faccina occhiolino: punto e virgola, trattino e parentesi rotonda chiusa, così 😉
          (vale anche per il cellulare e per le email, ma qualcuno, ora per abbreviare non mette il trattino in mezzo, così 😉 ma a me non piace)

          Grazie, TVB

    1. Cara Liliana, grazie!
      A quale delle tante donne che cito nel mio post ti riferisci, con l’appellativo “fantastica”?

      Oppure, ti riferisci all’associazione Itaca, che purtroppo a Perugia non c’è ma aiuterebbe tantissimissime persone?

      Dovremmo rimboccarci le mani, sai?
      Tutti, qui in Umbria per aiutare i sofferenti di malattia mentale – magari fondando Itaca Perugia/Assisi/Bastia/Terni o altre città se Pg non ci aiuta – oltre che di tante altre disgrazie…
      Basterebbe avere dei familiari (dei malati di mente, intendo, meglio chiamarli “SOCI”) volenterosi ma, ahimè, io non li ho ancora trovati e ora… ho un pochino da fare anche con altre, ehm… “società di malattia”, nel senso che ho davvero l’imbarazzo della scelta anche solo a chi destinare il mio 5×1000!

      Ma non importa: basta fare la Sua volontà e, come mi han detto a Roma (loro son già convinti che Itaca Perugia sia in embrione), le strade le spalancherà il Signore: a Perugia, Bastia, Assisi o dovunque Lui ritiene giusto!
      Considera che la sede di Roma, è stata donata in usufrutto gratuito per 20 anni dalle Suore Misericordine (lo potevo dire? Ormai l’ho detto!)… con tutte le suore, i frati, i preti, le Porziuncole o i San Lorenzo che abbiamo in Umbria, prima o poi se Dio vorrà (non Luisa o admin o altri) nascerà Itaca! Ne sono certa (ma non per merito di qualcuno umano ma di Qualcuno… e basta! 🙂 )

      Un caro saluto, Liliana e grazie per esserci!

  2. Vulcano? Dinamite? Cocca mia ma s’è pericolosa tocca statte a la larga! come vedi mi va di scherzare. Il buon Dio lavora in terreni impervi e difficili per dimostrare che la sua Gloria si può manifestare in tutte le situazioni, oggi ricordiamo la beata Chiara Luce Badano, guarda che cosa è venuto fuori da una ragazza diciottenne minata da un male che l’ha portata a dover vivere una vita da inferma in un letto. Se il buon Dio non l’avesse abbracciata come avrebbe potuto sopportare una situazione tale . Lui ha lavorato in lei per farci capire che niente è impossibile se a Lui ci affidiamo. Ti abbraccio ciao.

    1. Mi hai preceduto, Sergio! Te piasse ‘nbene! 😀
      Come vedi mi va di scherzare…
      Anche io volevo parlare di una grande donna del nostro tempo già santa da quaggiù, anche se ancora “solo” beata… mi pare di averla già citata da qualche parte…

      Comunque, credo, il suo insegnamento è questo: appena nati, a 19, 30, 40, 50 anni, a tutte le età insomma, si può essere santi subito (la regola dell 6 “S” di Chiara Lubich che Chiaraluce seguiva nel movimento dei focolari: sarò santa se sono santa subito) facendo attimo per attimo SOLO la Sua Volontà: che sia a scuola, al lavoro, a casa, coi figli o senza essi, o in un letto d’ospedale (o di camera propria) pelati perché con le chemio in corpo (per il cancro; un’altra santa Chiara Corbella lo chiama il DRAGO) o la “bestia” in corpo… insomma: la Speranza non muore mai!
      Affidiamoci sempre a Lui e il resto è… GRAZIA!

      Ti abbraccio, cugi (ti devo chiamare, a proposito! 🙂 Che turni fai?)

  3. Sono felice di aver conosciuto tramite la tua esperienza ed i tuoi post una così importante e preziosa associazione.
    Ti ringrazio e ti mando un abbraccio
    Sunrise

    1. E la conosci sì, Sunrise!
      Hai realizzato per loro un bellissimo dono col loro logo!

      A proposito, ce l’hai una foto di esso? Me la mandi che le mie foto della presentazione… ehm… non sono troppo nitide? 😉

      La volevo mettere nel post ma, davvero, la tua bustina non si vede bene nelle mie.

      Un bacio, angelo d’Alba mio!

  4. Con la tua tenacia e un po di fortuna ,chissà che un giorno potresti diventare fautrice di un progetto simile anche qui in umbria,te l’ho auguro.Buona fortuna.

  5. Grazie a te Luisa ho conosciuto Itaca e ho deciso di rimanere loro amica, per il momento mi sono iscritta alla loro news letter e mi mandano tante novità ma chissà se un giorno non sia volontà di Dio di avere una Itaca qui a Perugia?
    Coraggio. Un abbraccio.

  6. La nostra Luisa da qualche tempo non scrive nel suo Blog, il quale pero’ continua ad essere letto ogni giorno da tante persone: segno tangibile questo del vivo interesse suscitato in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e soprattutto di conoscere lei.
    Carissima Luisa, nell’attesa di leggere quanto prima il tuo nuovo post( pensando di interpretare la volonta’ di tutti) ti inviamo un fortissimo abbraccio.
    A presto
    I tuoi amici e lettori

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