Book’s birthday!

Copertina di Chiara Lanari

Si possono fare gli auguri di

buon compleanno a un libro? 


Usa? Mica lo so…

Io glieli faccio lo stesso:


BUON COMPLEANNO

“Stra-ordinaria follia”!

Questo “festeggiare” non vuole essere un’auto-celebrazione, anzi, si presenta come un ringraziamento per ciò che è successo nella mia vita dalla pubblicazione del libro in poi.

E’ una presa di coscienza di fronte al fatto concreto che, da quel 16 dicembre di un anno fa, molto è cambiato nella mia vita.

Grazie al libro, innanzitutto, ho conosciuto tante bellissime persone (lettori, relatori e presenze concrete alle presentazioni), che saluto a una a una.
Grazie al libro, poi, ho dato vita a questo piccolo blog e al sito.
Grazie al libro, soprattutto, ho ritrovato me stessa, mi sono incoraggiata e spronata nell’andare avanti. Ho trovato un’altra ragione di vita.
Grazie al libro ho scoperto la scrittura come passepartout del cuore, come trade union fra le anime, come rampa di lancio per gettare la rete della speranza.

Speranza non come parola vana o inutilmente retorica: speranza come possibilità concreta di rinascita, di sprone di fronte a difficoltà reali e concrete dell’esistenza.
Speranza come fiducia per il presente e il futuro, sentimento positivo che sembrerebbe sopito – quasi sepolto – sotto le macerie dei fallimenti, dei rimorsi e dei rimpianti.
Speranza come abbandono completo e disinteressato alla volontà di Colui che tutto può, atto di affidamento fiducioso tra le braccia di una Madre tenera e amorevole. Abbandono e affidamento che portano alla vera serenità, come sottolineava Giovanni Paolo II, con queste semplici ma efficacissime parole : 

«Serenità è farsi portare dal Signore.»

Quella farfalla folle e bellissima ha squarciato la sua ragnatela, s’è fatta portare e ha scoperto un mondo nuovo e pieno di serenità. Quella che non aveva più, che non trovava più dentro e attorno a sé.
Ma è stata, soprattutto, la possibilità di essere veicolo di speranza, scoprendolo giorno per giorno in maniera inattesa, che l’ha resa più serena: ha trovato la sua missione.


Raccontare la speranza, narrare le sue difficoltà più recondite per svelarne la grandezza e la potenza – senza falsi sentimentalismi ma con la crudezza dei fatti -, mi ha reso consapevole della sete di positivo, bello e rincuorante che c’è oggi. 

«Nonostante tutto…» dico alle persone che incontro nelle mie giornate: questa congiunzione già mi fa guardare oltre il negativo, mi proietta al di là degli eventi sfavorevoli della vita e mi aiuta a sgonfiare il tutto, comprese le mie mancanze e inettitudini. E’ come quando si salta una pozzanghera sul proprio cammino, o la si evita per non caderci dentro.

Ed è con l’auspicio di questa serenità che auguro a tutti un Buon Natale: che sia pervaso dalla gioia di Gesù che nasce e che ci dona, se l’accogliamo, quella semplicità di cuore che porta alla riscoperta dell’importanza delle piccole cose e, contemporaneamente, dei valori per cui conta davvero spendere una vita. E non c’è crisi economica che giustifichi la quasi totale assenza di ideali da cui è ingrigita la nostra società: è la crisi interiore che va scalzata, l’arsura di sentimenti che va sradicata con forza. Ciò è possibile solo facendo fruttare quei doni che, senza accorgercene, è proprio il Natale a offrirci.

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