“Chicche” dal Cielo

squarcio di sole

Una cara amica mi aveva annunciato, quest’estate, che in una piccola chiesa poco sopra casa mia, avrebbero cominciato un’Adorazione Eucaristica perpetua: dalle otto del lunedì mattina (con Santa Messa iniziale), fino alle 24 del venerdì sera. Lì per lì, non ho dato più di tanto peso alla cosa poi, quando si è concretizzata, ho provato ad andare.

Quello che mi colpisce, entrando la prima volta, è il silenzio: chiusa la porta della chiesa – ha all’esterno un piccolo parco che dà direttamente su una delle principali e più trafficate vie del quartiere – non sento più alcun rumore, ma solo un silenzio profondo, tangibile e non spiegabile a parole. Questo silenzio non mi ha più abbandonata, nemmeno le volte successive che sono andata.
Chiusa la porta, vedo questa chiesina – annessa all’Ipogeo di S. Manno – con pochissime panche, archi a volta di pietre rosa e sullo sfondo un bellissimo affresco di Maria con Gesù bambino, a cui fanno da cornice due angeli che, con un panneggio, ne scoprono la bellezza.
Ai piedi di questa immagine, in un piccolo altare, è posizionato il grande ostensorio con Gesù Eucarestia. Posteriormente sono sistemati dei fiori, in maniera molto semplice ma d’impatto e, davanti, due candele a olio.

Ipogeo di S. Manno

Prendo l’acqua santa e faccio il segno della croce, inginocchiandomi di fronte a Gesù per salutarlo; mi siedo, un po’ intimorita, in una panca e noto che sotto ci sono dei vetri che mostrano degli scavi (che ho, poi, letto essere etruschi). So che ci sono una coppia di volontari all’ora (ovviamente anche di notte) che pregano e vegliano sull’Eucarestia: ne incrocio lo sguardo, sorrido loro e dentro sento un senso profondo di ammirazione e gratitudine per il prezioso servizio che svolgono. Scopro che anche la mia vicina di casa ha un’ora assegnatale: quando la incontro il martedì mattina, nella piccola chiesa, le faccio i complimenti e le chiedo di pregare anche per me e la mia famiglia allargata.

Non riesco a stare seduta sulla panca, sento che devo inginocchiarmi di fronte a Gesù.
Lo guardo e provo dentro un grande senso di pace e dal mio cuore sgorga silenziosa questa frase: “Gesù sei il mio Sposo”.
Prendo il rosario dalla borsa e comincio a dirlo, forse come non ho mai fatto: con un’intensità che mi rende un tutt’uno con la Madonna dell’affresco e con la grande Eucarestia che sto fissando. 

Poi, vedo alcune persone prendere da un cestino ai piedi dell’altare dei piccoli fogli di carta, scriverli e riporli nel cestino accanto. Leggo un documento tra i due cestini: questi foglietti, pieni di preghiere e suppliche, verranno donati all’offertorio della Messa del lunedì mattina alle otto.
“Che cosa stupenda!”, mi dico. Così anche io, dopo aver pregato, mi inginocchio sotto Gesù, prendo il mio foglietto e, con le lacrime agli occhi, scrivo le mie preghiere e le dono a Lui, riponendole nel cestino apposito. Più volte mi ritroverò a piangere di fronte a Lui, per le mie pene, ma quelle lacrime – sento – vengono raccolte dal Suo immenso Amore e trasformate in un senso di pace profonda, dato proprio dall’intimità che si crea, durante l’Adorazione, con Gesù stesso. Vedo, anche, qualcuno prendere delle candeline in fondo alla chiesina e accenderle alle lampade a olio ai piedi dell’ostensorio. Così lo faccio anche io, inginocchiandomi più volte per ringraziare il Padre Celeste per questa “chicca” che mi è piovuta dal Cielo, per questo regalo gratuito e immenso di poter stare davanti e, soprattutto, con Gesù.

downloadLe settimane seguenti continuo ad andare, ormai non posso più fare a meno di questo tempo per me e Gesù. Recito anche la Novena a Maria che scioglie i nodi o la Coroncina della Divina Misericordia che, durante l’Adorazione, acquista un potere davvero immenso perché recita proprio:
“Eterno Padre ti offro il Corpo – e io ce l’ho proprio, lì, davanti – e il Sangue, l’Anima e la Divinità del tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo (…)”.

La cosa meravigliosa che mi è accaduta, continuando a frequentare l’Adorazione, è che non riesco più a tenere questo “regalo” solo per me, è come se Gesù stesso mi chiedesse di diffondere ciò che io ho scoperto. Lo propongo a varie amiche, anche a quelle che da tempo non riesco a incontrare per varie ragioni, ma con le quali c’è sempre stato un rapporto profondo, con alcune da decenni. Accettano, andiamo a passeggio da casa mia alla chiesina – magari fermandoci al bar per un caffè insieme – e anche loro rimangono colpite e meravigliate da questo dono che Dio ci fa, attraverso l’Adorazione, qualcuna si commuove.
E con ciascuna si rinsalda un legame che va al di là dell’umano, perché c’è Gesù tra noi.

 

 

11 pensieri su ““Chicche” dal Cielo”

  1. Cara Luisa, ho letto il tuo post stamattina presto, hai descritto così bene questa esperienza che mi sono quasi sentita prendere per mano e portare lì, davanti a Gesu’.
    Spero di vivere presto con te questo momento.
    Grazie di cuore.
    Sunrise

  2. Bellissima descrizione, io l’ho vissuta fino a un anno fa nella chiesa di castel del piano, hai descritto perfettamente quello che si prova nello stare in intimità con nostro Signore. Ti abbraccio ciao.

  3. grazie di questa stupenda testimonianza. sì, la Chiesa di S Manno è proprio un luogo speciale in cui è bello sostare in silenzio in compagnia di Gesù

    1. Grazie, Daniela e benvenuta!
      Sono contenta che qualcuno confermi ciò che ho scritto nel post: la bellezza dell’Adorazione a S. Manno, il rapporto speciale che si crea con Gesù. Se vuoi iscriviti alla newsletter del blog, così sarai aggiornata dei miei miseri post (1/2 al mese al massimo)

  4. Entrare nella piccola chiesa di san Manno é stata una scoperta.E’ un luogo speciale e la tua bella descrizione rende veramente idea del misticismo.Il silenzio ti avvolge e ti senti piccola cosa, i tuoi pensieri sono rivolti al mistero lì presente e non puoi fare a meno di formulare una preghiera. Sono una delle amiche che ha ricevuto questo “regalo” speciale.Grazie ti abbraccio a presto.

  5. Grazie Luisa,
    non potevi fare descrizione migliore, questa piccola chiesa ti avvolge veramente e rende veramente grande il legame che ci unisce. Spero di tornare presto a fare questa esperienza con te e con Gesù. Un abbraccio.

  6. Quel silenzio e quel senso di pace è quanto di più prezioso di questi tempi, dove tutto sembra correre sempre per non fermarsi mai.
    Noi sappiamo di poterli trovare nella preghiera, è una fortuna.
    E un dono che va condiviso.
    Grazie Lu.

    1. Quante esperienze, cara Sab, abbiamo condiviso in quasi 30 anni di amicizia Vera, basata su Gesù in mezzo…
      L’Adorazione è un dono che va condiviso, sì, è preghiera comune di fronte a Colui che ci accomuna.
      Ti aspetto per quest’ennesima esperienza insieme, che fortificherà ancora di più ciò che siamo come “sorelle” di fede. Ti abbraccio

  7. Vorrei tanto essere fisicamente più vicina a te per poter andare insieme a pregare, a camminare, chiacchierare un po’ e…anche a prendere un caffè con maritozzo alla panna!! 🙂

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