Essere storie

Si può essere storia, parlando di storie?
Si può immaginare il proprio futuro, ascoltando le storie altrui?

Questi e altri input mi sono riportata a casa dal Convegno biennale sull’orientamento narrativoLe storie siamo noi“, che si è tenuto a Follonica il primo e due ottobre scorsi.
Il titolo era: “Immaginare il futuro che cambia”.

“Le storie che scambiamo sul futuro e che arriviamo a condividere, in un processo di bricolage narrativo comunitario, fanno diventare quel futuro sempre un po’ più reale o, almeno, immaginabile”.
Federico Batini e Simone Giusti
(Presentazione del Convegno)

Un tema difficile, sfidante, soprattutto in tempo di pandemia più o meno latente.

Ci sono stati offerti tanti spunti di ricerca ed esperienziali: riguardanti la scrittura collaborativa e collettiva, i romanzi letterari e popolari, la narrazione e autobiografia formativo-orientativa, le possibili politiche educative.
Molte di queste esperienze hanno avuto attuazione durante il distanziamento sociale, in tempi di Dad: si sono dimostrati efficaci nell’emergenza, quindi.
Il punto di forza del convegno, a mio avviso, è stato l’affidare ai giovani – il nostro futuro – le cosiddette “lezioni”: in particolare, mi hanno colpito molto le esperienze dei ragazzi di Qualcunoconcuicorrere, del Tavolo delle Ragazze e di quelli di Follonica per la riqualificazione delle biblioteca. Giovani che fanno lezione a un pubblico composto principalmente di insegnanti ed educatori: è già costruzione di possibilità, di futuro.
E, poi, ci sono state raccontate tante storie, ciascuna bellissima a suo modo: sugli indiani, su N., su Prometeo ed Epimeteo, sul clima, sulla città di Roma, su una coperta…
(Questi e altri spunti di approfondimento sono rintracciabili nel Quaderno del Convegno).

“Il futuro non si prepara, non si rimanda, non si assicura e non può basarsi soltanto sul credito, il futuro si semina e si costruisce, definendo senza dubbio le destinazioni, sempre parziali e provvisorie, ma trovando l’equilibrio che serve anche per godersi il viaggio”.
Federico Batini e Simone Giusti

Un’altra parte del convegno sono stati i Cantieri, proposte laboratoriali a cui hanno partecipato attivamente i presenti, e hanno riguardato: l’orientamento narrativo, la lettura ad alta voce, i silent books e, ancora, ateliers di scrittura, musica, collage…
Alcuni di essi sono stati progettati e realizzati dagli allievi del Master in Orientamento narrativo che anche io sto seguendo.
Al di là del risultato (ciò che conta sono i processi, non i prodotti), è stata una bellissima esperienza di condivisione progettuale e fattiva: ognuno di noi è stato un “mezzo di lavoro” all’interno del cantiere, un “attrezzo” a disposizione degli altri, a seconda dei talenti e della propria formazione, per costruire il proprio e altrui futuro.

Ciò che mi risuona forte dopo questa esperienza è che ogni pezzetto di presente è già futuro e che le amicizie e le relazioni sono una delle migliori storie della propria vita.
In particolare, il legame che ho instaurato con i tre colleghi, ormai amici, del cantiere “Futuriamo” (abbiamo vissuto insieme h24 per quasi quattro giorni) e anche con gli altri colleghi del master è divenuto collante speciale per la realizzazione del collage del mio paesaggio futuro: non solo le lezioni e le ricerche, ma anche un aperitivo, un caffè o una cena sulla spiaggia a piedi nudi possono costituire tasselli del cantiere narrativo, in costruzione perenne, della mia vita.

11 pensieri su “Essere storie”

  1. Luisa grazie! Tanti spunti di riflessione e tanto futuro-presente in questa esperienza… Si sente che eri, che sei nel tuo elemento…la scrittura! Scrittura come espressione ed esperienza di vita insieme! Avanti così.

  2. Sono ogogliosa di te perché hai scritto questo articolo.
    Perché non molli mai.
    Perché se cadi ti rialzi sempre.
    Perché scrivi bene.
    Perché dai una bella testimonianza quando tutti si lamentano.
    Perché non stai mai con le mani in mano.
    Perché se una cosa per te è giusta, costi quel che costi, la fai.
    Ma soprattutto perché sei mia amica.
    Grazie.

  3. Grazie Luisa, per questa tua esperienza, che come dici, non ti ha fatto che bene. Come sempre la tua profondità nello scrivere e nel raccontare, lascia una traccia di bene, anche in chi legge. Le storie nel corso delle nostre vite, portano gioie, ma anche dolori, l’importante è trarne benefici, riflettere per continuare a gioire, o non ricadere, negli errori. Un abbraccio grande grande

  4. Sono convinto anche io che i giovani siano molto meglio (e possano dare molto di più) di quello che in genere si dice sul loro conto.
    Abbiamo ancora molta strada da fare per eliminare i pregiudizi con cui ci svegliamo ogni mattina…
    I giovani sono quelli che hanno subito di più questi ultimi due anni di pandemia e probabilmente sono anche quelli che hanno maggiori risorse per venirne fuori.
    Spero solo che la loro forza di volontà e l’energia che hanno, possano essere di aiuto anche a noi.
    Perché ai genitori, come gli insegnanti del convegno, qualche volta servirebbe ascoltare quello che i ragazzi hanno da dire e imparare da loro.

  5. Grazie Luisa di queste pillole preziose di pura carica, grazie dei punti di riflessione. Grazie delle tue condivisioni, aspetto sempre i tuoi articoli. Un abbraccio forte cara

  6. Il tuo articolo centra in pieno il cuore delle nostre comuni esperienze: da un lato gli spunti offerti dal convegno, dall’altro le possibilità di sviluppo che si costruiscono attraverso i legami, col loro portato di affinità e differenze. Grato di averti conosciuto in questo percorso, grazie!

  7. Felice di esserci stata, dal cantiere alla cena a piedi nudi sulla spiaggia… e aver incrociato le trame delle nostre storie 💜

  8. ” Il futuro si semina e si costruisce”… Intrecciando le nostre storie di vita e di amicizia ( che e’ essa stessa Vita).
    Complimenti per la crescita costante che vedo nella tua scrittura, una ” penna” sempre più felice, e anche nell’aspetto grafico👍.
    I Giovani che fanno lezione sono una gioia e una bella notizia per il futuro di tutti.
    Grazie Luisa🤗

  9. Una storia trascina quando è vita vissuta. E quindi un aperitivo, una passeggiata o qualunque altra breve realtà gustata fuori di sé, vale la pena di essere scritta, ascoltata, letta.
    Grazie Luisa

  10. Grazie Luisa, ognuno di noi dalla nascita alla morte scrive una storia costituita di ricordi, affetti, amicizie e emozioni intense o meno intense, dolori e goie. Ognuno di noi è parte costituente del mondo e dell’universo, siamo unici e per impedire un decadimento naturale, geologico e umano dobbiamo trasmettere amore e valori ai nostri posteri, c’è sempre speranza! Prima o poi gli errori commessi dai nostri avi ci serviranno a capire come muoverci e cosa fare per guarire questo mondo malato. Il mondo appartiene a tutti, gli anziani guidano quelli più giovani con la loro sapienza, i più giovani portano avanti la vita e la storia con la loro energia e vigore tipici dell’età spensierata che non ti impedisce di fermarti a “pensare” per evitare di commettere errori ma ti trascina avanti naturalmente consapevoli di commettere errori o nella giusta direzione perseverando per prove ed errori.

  11. Cara Luisa che felicità il sapere di questa esperienza che hai fatto. Io come sempre ritardataria, ma quando arrivo a leggere, dedicando tempo e att.ne il cuore si riempe ancora una volta alla speranza, che molte volte nella quotidianità faccio fatica a praticarla. Senza retorica, ma leggendo i commenti li condivido tutti a pieno. Complimenti per il grande esempio che sei. Grazie isa

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