Parole gentili

Sarà che gli scossoni pandemici e ospedalieri hanno destabilizzato ulteriormente il mio termometro emotivo, ma questo cuoricino con una piccola parola dentro mi ha commosso e smosso.
La maestra mi ha detto che l’hanno scelta perché, fra le parole “gentili”, è quella che tutti noi facciamo più fatica a dire… ma è anche quella più “magica” perché riporta la pace. E il cuoricino ci aiuta a dirla.
Fatto sta che lo gnomo di casa è tornato a casa da scuola (lui, che è otto mesi che non ci andava e si ritrova l’unico a farlo) con questo cuore incannucciato (troppe cannule ha avuto lui, nel cuore e nel corpo) e ha esclamato:
«Mamma… SCUSA!… Io non lo dicio mai!»
E, lì, le lacrime sono sgorgate assieme a una sonora risata!

Scusa
È una parola che, da chi come me vive perennemente nel senso di colpa, viene pronunciata di continuo, sbagliando, perché mi sottostimo e ne abuso.
Ma c’è chi non la spiccica mai: ammettere uno sbaglio – la resipiscenza – non è facile, è scomodo… “mi dispiace, perdonami”… sembrerebbe un atto di sottomissione, un abbassar la testa, invece è sinonimo di umiltà e rispetto. Una piccola parola, quasi una sillaba che, assieme ad altre parole “gentili”, migliora le relazioni umane.
In questo periodo, dovremmo chiederci scusa a vicenda per tante cose…

Scusa, tu, adolescente, a cui noi adulti ci arroghiamo il diritto – nel nome di un virus bastardo e per il fatto che prendi i mezzi pubblici mai sufficienti – di togliere: scuola, sport, amicizie, rapporti di ogni genere. Ti senti compresso tra una generazione che parrebbe lavorare e un’altra che va ancora a scuola. E tu, che sei l’adulto del futuro, hai rimasto solo un papà femmina (DaD) e una vita in pigiama. Scusaci!
Scusa, tu, bambino in età scolare, che – quando qualcuno non te lo vieta da un giorno all’altro – vai a scuola con uno zaino più grande di te, pieno di tante buste: una per la mascherina, una per quella di riserva, una per il gel, una per la merenda, una per giacchetto e zaino da lasciare fuori dalla classe e… una quantità industriale di libri perché non sai quale insegnante avrai, dipende da chi è in quarantena… stai in classe con la finestra spalancata sul capocollo e non ti puoi muovere, avvicinarti ai tuoi compagni, anche se tutto questo farebbe parte della tua natura. Scusaci!
Scusa, tu, bimbo al di sotto dei sei anni che, per fortuna, ancora hai le porte aperte verso una sottospecie di normalità scolastica e non devi portare la mascherina ma non comprendi perché il resto della famiglia sta casa e non ci si può vedere con parenti e amici. Scusaci!
A tutti i nostri figli: che schifo di mondo che vi stiamo consegnando, perdonateci!
E le scuse potrebbero continuare, soprattutto verso chi è malato e a cui era stato detto, già mesi fa: “Andrà tutto bene” e invece si ritrova, purtroppo, in terapia intensiva.

La parola SCUSA, ha però anche un altro significato, un risvolto beffardo: balla, presa in giro… quella a cui sembra ci stiano sottoponendo i nostri governanti che, in ordine sparso, decidono il futuro. Chiedo venia… almeno io, non capisco più quale sia il reale potere costituito, visto che la marchesa regionale sembrerebbe contare più del conte nazionale, se non ci si mettono in mezzo pure i cavalieri sindaci. E questa non è una lamentela ma un dato di fatto.
Forse siete voi, cari politicanti, a dover chiedere scusa a un popolo che non ci capisce più niente, che si sente preso in giro e che si deve adeguare continuamente al volere di chi si sveglia prima fra voi. Vorremmo un po’ di chiarezza, per accettare i limiti imposti e capire come interiorizzarli, per vivere il più serenamente possibile l’incertezza amplificata da mister virus.
In fondo, ciò che conta davvero è ciò che rimane immutabile oltre i mutamenti: i rapporti veri e saldi che superano ogni distanza, i valori inossidabili che sostengono il nostro essere.
C’è da chiedersi: come possiamo continuare a prenderci cura delle relazioni?
Di certo non basta uno schermo ma, per fortuna, il cuore non va mai in quarantena (frase che imperversa nel web) e una parola gentile – leggiadra come un battito d’ali di farfalla su un fiore colorato – non richiede il tampone per essere detta!

18 pensieri su “Parole gentili”

  1. L’immagine del tuo piccolino che torna con il cuoricino e chiede scusa, riempie il mio di commozione e mi fa riflettere perché spesso è davvero difficile scusarsi… Anzi, a volte, è difficile persino evitare di sbagliare nei confronti di qualcuno, di offenderlo, di riversare la tua rabbia o frustrazione verso chi ti sta accanto e ti perdona sempre, nonostante il nostro ” scusa” tardi ad arrivare.
    Grazie per il tuo pensiero, che stasera finalmente torna a trovarci.
    Ti abbraccio forte

    1. Luisa, mi hai fatto piangere.
      Con queste cose che hai scritto.
      A volte è duro chiedere scusa anche per noi adulti.
      È un periodo duro per tutti.
      Anna Margaritelli

  2. Prendersi cura…..fondamentale nelle relazioni….io lo faccio tutti i giorni con degli scricciolini di 12,18e 24 mesi….purtroppo in questo momento è più complicato….ma ho capito che si possono creare relazioni anche con i gesti e sopratutto con gli sguardi….
    A presto

  3. Ciao Luisa! Non sai quanto mi sono ritrovata nel tuo post. Anche io come te chiedo scusa innumerevoli volte al giorno, anche per sciocchezze e credo che sia per i sensi di colpa che ne sono piena. Eppure non credo di essere una persona cattiva o così sbagliata. Ma preferisco essere così che essere incapace come molti i non sapere usare questa semplice parola pena di significato che dimostra umiltà
    Anche io sento di dover chiedere scusa ai nostri giovani, ai bambini per una vita ingiusta che temo non sarà più la stessa. Forse sono particolarmente pessimista, ma abito in una zona rossa, ho una cognata col COVID e sono arrabbiata come malata oncologica e persona definita fragile di non poter fare i miei controlli di follow up. E non abito in un paesino sperduto, ma in Lombardia che credevo la culla della cultura. Non ha funzionato e non funziona niente. Vaccini per l’influenza inesistenti (quando in Toscana vaccinano già dal 15 ottobre), mascherine spesso introvabili e potrei proseguire all’infinito. Ti chiedo scusa di questo sfogo, potrei scrivere per ore intere, ma serve solo a farmi sgorgare lacrime amare. Mi rifugio nella preghiera, non tanto per me ma per i miei nipoti che avrebbero diritto a una vita più serena e per Marta che aspetta un bimbo e non è capitato nel momento migliore. Scusami per davvero. Un abbraccio con tanto tanto affetto
    Anna

  4. Grazie Luisa…anche io mi sento ogni giorno in colpa verso i miei figli per questo brutto e falso mondo che gli stiamo donando…le tue parole sono come sempre bellissime e coinvolgenti!!!Da un bacio ai tuoi ragazzi😘

  5. Condivido anch’io le riflessioni riguardo alla parola “scusa”…un’altra parola in alcuni casi difficile da pronunciare è “grazie”. Lo dico a te per aver espresso dei concetti così complessi e tormentati in maniera così armoniosa e fluente. Il periodo che stiamo vivendo spesso rende difficile anche trovare le “parole giuste” e mi offusca i pensieri. Perciò grazie per aver espresso in maniera così bella i tuoi.

  6. Che meraviglia…! Quanto sono capaci i bambini di insegnarci grandi cose.
    Immagino il tuo “gnomo” quando ti ha chiesto scusa, con quel suo bellissimo sorriso che per giorni ha riempito anche il mio cuore,
    Grazie di aver condiviso un momento così breve ma tanto intenso.
    Un abbraccio grande

  7. Le tue parole sincere toccano il cuore, ogni bambino nella sua innocenza esprime in piena libertá senza remore il proprio essere senza ma e senza sé. Dovremmo fermarci e imparare ad essere piú bambini e riprendere quella innocenza persa assopita dalle vicende quotidiane familiari e lavorative. “Scusa” è un atto di coraggio e maturitá che nn tutti riconoscono. Sei eccezionale ed esprimi con naturalezza il tuo essere senza maschere. Il periodo storico in cui siamo imprigionati nn ci consente di vederci fisicamente ma nn ha il potere di inprigionare il cuore e i sentimenti e solo con l’aiuto di Dio possiamo spezzare le catene invisibili costruite dal covid e continuare ad esprimere la nostra umanità e amore x la vita con le emozioni, i sogni e i sentimenti che i bambini, fortunatamente, ci manifestano e ci palesano ogni istante aiutandoci ogni tanto a deporre la maschera di “essere adulto” nell’armadio e sentirci liberi di esprimerci e amarci come loro.

  8. Meraviglia. Questo evoca in me, il leggere ciò che hai scritto. I bambini, sempre riempiono il cuore di noi adulti, distratti, presi da mille problemi, mille insicurezze e preoccupazioni. Loro sanno essere forti e saggi, perché naturali, senza filtri, la loro spontaneità, ci spiazza e commuove, con un semplice scusa, ci fanno commuovere, ci fanno riflettere, capire che dovremmo ritornare ad essere anche noi, bambini. Grazie per questa bellissima condivisione . Abbraccio te e la tua bella famiglia.

  9. Per chiedere “scusa” occorre non fermarsi alle apparenze, alla superficie. Non è solo il fatto successo, ma la consapevolezza della nostra responsabilità nel compierlo.
    Per questo è così difficile dirlo sinceramente.
    Occorre guardarsi dentro, riconoscendo il nostro coinvolgimento e volendo trovare come trasformarlo in un atteggiamento giusto per ricominciare.
    Si chiede sempre scusa per ricominciare.
    E forse è sempre la cosa giusta da fare: ricominciare.
    Anche adesso, soprattutto adesso.

  10. Cara Luisa, commovente la scena dello gnomo che chiede scusa, i bimbi sono così ricettivi. A volte anche io penso che mondo gli stiamo lasciando e mi rattrista. Cogli sempre nell’anima. Bravissima e grazie delle tue riflessioni. Un abbraccio forte a te ma soprattutto al piccolo guerriero.

  11. Le tue parole toccano sempre il cuore e proprio il mio cuore abbraccia la tua splendida e forte persona sentire questa semplice parola detta dal nostro 🦁🦁 mi fa stare non bene di più. Ma sappi che “scusa e perdono” non è abbracciato da tutti e così si sta male. Gesù disse “perdono perché non sanno quello che fanno”. Ti abbraccio con il cuore no di più con l’anima. Continua così con i tuoi tesori e le tue lacrime si trasformeranno in sorrisi dell’anima ❤️

  12. Luisa le tue parole dirette e senza fronzoli arrivano al centro del cuore e alla testa. E’ sempre bello poter leggere o ascoltare i tuoi racconti che sai narrare con ironia graffiante e grande maestria.
    Grazie cara

  13. Ciao Luly,
    come sempre cogli sempre nel centro.
    È così difficile vivere questo periodo.
    Tante scuse devo fare, anche io, perché a causa del mio lavoro sto trascurando famiglia e amici… L’unica cosa che mi da la forza è portarvi tutti nel cuore e sapere che anche io sono nel vostro, perché come hai detto anche tu, lui non va in quarantena.
    Continuiamo a sperare in tempi migliori e non dimentichiamoci di questo periodo che stiamo vivendo così non daremo più per scontate neanche le piccole attenzioni che ci vengono rivolte e i momenti quotidiani della vita. Vivremo sicuramente più intensamente.
    Come al solito perdona per come scrivo ma tanto ormai mi conosci …
    Ti voglio bene 😘

  14. Errare è umano, oltre ad essere un’opportunità  per crescere in modo umile. È da saggi anche accompagnare ogni errore, ogni disattenzione ed ogni offesa con uno “scusami”. Una virtù di pochi, che molti dovrebbero mettere in pratica. Una virtù che, a mio avviso, nei bambini sembra invece essere una prerogativa naturale e spontanea (Dolcissimo quel “Io non lo dicio mai!”, è da sciogliersi…)
    Non mi addentro e non mi esprimo nei confronti delle scelte di governo ma non posso negare che anche io mi sento un po’ presa in giro per tutto quello che tu hai espresso benissimo. L’unica cosa che resta forte e a cui vorrei aggrappare la mia speranza in questo momento, è esattamente quello che hai suggerito tu nell’articolo: fare appello al cuore (più che alla testa) e ai rapporti veri e saldi, quello che vanno oltre ogni distanza e quarantena.
    Grazie ❤️

  15. Cara Luisa,
    i bambini e i ragazzi sono quello che mi fanno più compassione in questo momento.
    Abbiamo tolto loro la spontaneità e tutto quello che fino a ieri chiamavamo semplicemente e normalmente Vita.
    Condivido il rimprovero alla politica (e l’antipolitica di facciata) che secondo me è il vero e più pericoloso tra i virus in circolazione.

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