Partire

strada verso il cieloHo cominciato questo blog, circa un anno fa, con l’immagine di un sentiero e, citando una frase di Hesse, dicevo che nonostante i timori che avevo nel cominciare questo nuovo cammino, il meglio sarebbe venuto da sé.

E in effetti, questo periodo insieme è stato così: coloro che hanno commentato i post, o l’hanno solo letti e meditati nel silenzio, anche chi ci è capitato per caso, tutti hanno contribuito a rendere questo cammino bello e ricco. Al di là dei risultati, dei click, dei numeri sterili del contatore o altro, questo non mi è mai interessato. Ciò che mi premeva era scrivere, come reale passione, imprimere sulla carta e sul video quelle emozioni che avrei provato cammin facendo, per donarle a chi mi leggeva. Almeno nell’intento, penso di esserci riuscita: 26 articoli (con 300 commenti e 6750 visitatori) coi quali vi ho straziato o annoiato, fatto sorridere o riflettere, resi indifferenti o commossi. Ognuno avrà reagito alla sua maniera, ma sento che la mia “missione” di donare emozioni in punta di penna, tra cui soprattutto la Speranza, è stata adempiuta.

Parto.
Non so per quanto tempo ma, dalla prossima settimana, per un po’ starò via.
E non scriverò, o forse vi stresserò più di quanto ho fatto finora.
Per assurdo, ancora non lo so di preciso.
Quello che so per certo è che vi porterò tutti con me, nel mio cuore: fratelli, amici, parenti, conoscenti e anche quei (pochi, ma buoni) che si sono iscritti da soli alla mailing list. E non posso non citare, ovviamente, mio marito, senza il quale questo blog non sarebbe mai esistito. Non solo perché l’ha curato dal punto di vista tecnico, lasciando a me le chiacchiere, le inutilità formali e prettamente estetiche, ma soprattutto perché l’ha ideato e creato, anche contro le mie incertezze e titubanze. Sarete tutti con me perché io ho davvero bisogno di voi.
Questo cammino insieme di un anno è stato bello per questo: perché siete la conferma che l’amicizia esiste, l’amore fraterno, sponsale e soprattutto quello di un Padre Buono, esistono.

Quando pensavo a questo post, mi risuonava in testa la frase “Partire è un po’ come morire”. Poi ho scoperto che è il titolo di una poesia di Edmond Haracourt, scrittore che ha subìto una grande influenza dal bipolare Victor Hugo. Non mi pareva una coincidenza che io spesso nei miei post (questi sono i link principali, per chi volesse leggere sull’argomento: Luna piena, Bipo-creatività, Prenditi una mezz’ora, Dolore come unione) e soprattutto nel libro parli di Viviana e del Disturbo Bipolare, quindi ho ritenuto opportuno riportarvi la poesia, detta anche “Canto dell’addio” (Cari maschietti, non toccatevi gli attributi! Care femminucce, non fate gesti inconsulti!).

“Partire è un po’ morire
rispetto a ciò che si ama
poiché lasciamo un po’ di noi stessi
in ogni luogo ad ogni istante.
E’ un dolore sottile e definitivo
come l’ultimo verso di un poema…
Partire è un po’ morire
rispetto a ciò che si ama.
Si parte come per gioco
prima del viaggio estremo
e in ogni addio seminiamo
un po’ della nostra anima.”

Ovviamente il mio non è affatto un addio, non vi libererete tanto facilmente di me!
Il mio è un arrivederci. Ma siccome non so per quanto non potrò scrivere, era doveroso dare delle spiegazioni.
Il morire sta proprio in quello che dice la poesia: stare lontani da chi si ama

Parto con la pace nel cuore, con quella Perfetta Letizia che solo Gesù può dare. Percorrerò una strada spianata, in mezzo al deserto, che corre dritta verso il cielo. Tornerò con la luce nel cuore, filtrata, tornita e plasmata da un Amore immenso e ve la donerò ancora con una scrittura che è catarsi, quella che solo Lui può ispirarmi perché sono sua figlia e sposa.

Frammento di Chiara Lanari
www.chiaralanari.it

Oppure percorrerò una strada sterrata, disagevole, in mezzo a campi di papaveri e grano che anch’essa mi porterà in una pace verdeggiante, verso il cielo. L’ho già detto, non so quale sarà la strada. Qualunque essa sia, io sto bene e sono serena perché so per certo che tornerò con la Luce Vera nel cuore.
La fede non si spiega a parole.

Ho trovato uno di quei video-chicca, di cui ce ne sono pochi in rete.
Parla del partire, cita alcuni versi della poesia che vi ho indicato. Ma è sul finale (vi consiglio di vederlo tutto) che mostra la sua potenza inaspettata: la voce di un grande uomo, per me come un secondo padre, un maestro, un santo, definito – guarda caso – il protettore della famiglia. Sapete riconoscerlo?

E, come dice il poeta, lascio un po’ di me stessa in ogni luogo e ad ogni istante: in questo arrivederci, anche io semino un po’ della mia anima, donando emozioni nel – forse – ultimo verso di questo blog.

20 pensieri su “Partire”

  1. Bello questo articolo Luisa. Già dal titolo mi ha ricordato una poesia che avevo scritto nell’adolescenza e se non ricordo male si intitola proprio “Arrviederci” o “Arrivederci, a presto”, non ricordo esattamente. Da qualche parte ce l’ho ancora… penso che si accosterebbe bene a questo post e sarebbe giusta per te perchè dice anche “ricordati di noi”… è quello che tu dici di voler fare.

    Il tuo portare dentro le persone che anche se solo virtualmente ti hanno dato emozioni è una capacità, un desiderio, un bisogno che non tutti hanno.
    Complimenti. Sono contento di conoscerti.

    1. Lo so che ci sarai, sempre, cara Sunrise.
      Tu sei una delle certezze più tangibili della mia vita perché Amica con la maiuscola!
      Il legame che ci ha da sempre unite non è solo umano e, anche se umanamente è cambiato nel corso degli anni, nel più profondo è restato sempre lo stesso: parla d’eternità.

  2. Ciao mia cara amica,
    come ogni volta che ti leggo mi entri dentro nel cuore provocandomi una serie di emozioni contrastanti, dal sorriso, lacrime tristi o felici dalle strette nello stomaco.
    Ti ammiro tantissimo come artista, ma specialmente come Donna perché sei veramente speciale fai cose che non tutte riuscirebbero queste parole le dico con cognizione di causa. Non ti ho fatto gli auguri per la festa dell’ otto marzo (diventato un gg non più simbolico, ma solo commerciale)ritenendo che Donne come te lo meritino sempre.
    Ti auguro di intraprendere questo viaggio con tutta la serenità e l’amore che ti meriti.
    Roberta

  3. Il tuo scritto mi ha emozionato e non poco.
    Ho il cancro e credo che anche io , prima di altri, partirò.
    Non ho paura di morire, mi dispiace lasciare le persone che amo.

  4. Cara Luisa,
    quando affrontiamo un viaggio, non sappiamo quali insidie (o quali meraviglie) incontreremo, una volta aperta la porta di casa. Spero che questa avventura che stai iniziando, porti tante cose buone. Ti saremo vicini, attendendo con impazienza il tuo ritorno.
    Un abbraccio da tutta la mia famiola

  5. carissima Luisa, grazie a te per tutto quello che in questo anno ci hai donato con i tuoi scritti: riflessioni, emozioni, sorrisi, commozione ecc…..
    Sarai con ognuno di noi anche in questo tuo viaggio, in cui sarai accompagnata dai nostri pensieri, dalle nostre preghiere. Sarai nel mio cuore. Grazie e un abbraccione!!!
    A presto.

  6. Che dire,sei unica, il tuo viaggio, avrà un ritorno e noi saremo qui ad aspettarti,in trepidante attesa, perchè solo tu sai darci emozioni forti.Grazie buon viaggio e buon ritorno. A presto un grande abbraccio ciao.

    1. La forza delle mie emozioni è data dal rapporto con voi, caro Sergio. Ciò che ci lega è unico, non io, caro fratello di fede e cugino adorato. La forza che mi dai tu è davvero unica!

  7. Cara Luisa,
    sentire la voce di Giovanni Paolo II mi ha stretto il cuore e mi ha fatto decisamente scendere la lacrimuccia…
    Ma in questa occasione voglio fare un commento positivo: lo so che partirai, e non andrai alle Maldive sotto una palma di cocco con uomini coperti con foglia di fico a sventolarti ma…come dice Andrea Bocelli: “Con te partirò”…nel senso che io sarò con te. Sempre…. A ricordarti come dice Giovanni Paolo che CRISTO E’ SPERANZA

  8. Sisterina è la vincitrice del primo premio di Stra-ordinariafollia!!
    Ha riconosciuto (pure con lacrimuccia!) la voce del mitico Giovanni Paolo II! 🙂
    Evviva le palme di cocco e gli sventolatori mezzi nudi!

    A parte gli scherzi, cara Sisterina, lo so che ci sei e che parti con me. E fa molto bene, a una che la speranza la scrive da più di un anno, sentire che se mancherà a me, ci sarà qualcuno come te a ricordarmela. Grazie!

  9. Mia cara amica già immagino il tuo pensiero: meglio tardi che mai!! E’ vero non ho mai commentato, ma il mio silenzio parla.
    In attesa del tuo ritorno mi farò cultura dei tuoi lavori precedenti… 1 abrazos

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