Pieno/Vuoto

Ricordate da bambini quando si giocava a “sacco pieno/sacco vuoto”? Bisognava essere abili nello scendere a terra, quando veniva chiamato il sacco vuoto e rialzarsi, prontamente, quando era, invece, richiesto quello pieno. Se si invertivano le due posizioni o si rimaneva a metà col corpo, si veniva eliminati.
Il pieno/vuoto è un concetto che viene utilizzato di frequente; si pensi a quando ci si riferisce alla frase “vedere il bicchiere mezzo pieno”, invece che la metà vuota: è un incoraggiamento a scorgere il positivo, anche se non completo, a dispetto del negativo. O, anche, a essere ottimisti invece che pessimisti.

Quello che in questa sede, invece, io vorrei sottolineare sono le sensazioni di pienezza e vuotezza interiore in cui ci si può trovare.
Un po’ come quel sacco “floscio”, quando ci si sente vuoti dentro, mancano le energie fisiche ma soprattutto interiori e mentali. Ci si sente spenti, quasi inutili e si vede persino il bicchiere mezzo vuoto.
Questo a me capita spesso, purtroppo – sono piuttosto pessimista –, quando penso ai miei acciacchi (e a tutti i controlli e visite che richiedono) o allo stato di disoccupazione in cui mi trovo ora; oppure se persone care intorno a me hanno difficoltà di salute o problemi.
E anche quando non riesco ad andare d’accordo con qualcuno, a renderlo felice a causa delle mie continue richieste e domande, date dalle mie preoccupazioni (una delle persone a cui mi sto riferendo l’ha capito, non mi sopporta più).
Ma, soprattutto, sono completamente vuota quando mi sento lontana da Dio.

Cosa poter fare per riempire questo bicchiere interiore del tutto vuoto o quasi?
E quando non si ha più la forza di lottare e ci si sente “appesi” a un qualcosa di non ben definito?
Ognuno di noi ha dei modi propri per uscire dalla propria vuotezza, magari ascoltare musica, pregare, camminare o fare sport… vi invito a condividere i vostri, così che possano essere d’aiuto anche per gli altri.

Per quanto mi riguarda, – soprattutto ora che non lavoro – sicuramente la scrittura (anche un misero post al mese), la correzione bozze e l’editing (grazie agli amici che mi mandano testi da correggere!) sono una spinta a uscire dal vuoto: adoro queste attività e, quando trovo il tempo, mi sento più felice e realizzata, tengo la mente impegnata in qualcosa che mi stimola e scaccio i pensieri negativi. Idem per la lettura, che mi appassiona.
Anche camminare, magari con un’amica mi riempie o telefonare a qualcuno a cui voglio bene.
Gli abbracci gratuiti dei miei figli – quelli a braccia spalancate quando li vado a prendere o quelli che ricevo di loro sponte, senza nulla chiedere, in casa –, inoltre, sono un ulteriore rifornimento per fare il “pieno”, io che come madre mi sento spesso inadeguata e con tanti sensi di colpa…
Ciò che sicuramente mi riempie di più, al di là di tutto, che mi rasserena e salva è il rapporto con Dio. Quando riesco a fare una buona confessione, a prendere una Messa in una chiesa che per me ha un grande valore interiore; quando riesco a ritirarmi in un luogo silenzioso, come mi capita quando vado all’Adorazione e sto di fronte a Gesù Eucarestia e mi spoglio di me stessa per riempirmi di Lui; o anche solo quando mi ritiro nella mia camera e dico un Rosario col cuore, magari dedicando ogni decina per le persone che amo e che sono in difficoltà, per la mia famiglia o per qualsiasi situazione io senta di dover pregare… è davvero catartico e salvifico per me.

Ma ora tocca a voi, svuotatevi del vostro sacco “floscio” e donateci il vostro modo di avere pienezza. Anche parlare e aiutarsi in un piccolo blog, può essere un modo per amare, scrivendo un commento, o riempirsi un pochino leggendo i commenti degli altri. Ne ho la prova, è già capitato in molti post!

12 pensieri su “Pieno/Vuoto”

  1. Parli ad un’altra pessimista cronica…Una Cassandra come mi definisco spesso!
    In questo periodo, lungo e difficile per vari motivi, io piu’ che sentirmi vuota mi sento arrabbiata e cio’ si riversa purtroppo su chi mi sta vicino, sulle persone che mi vogliono e a cui voglio piu’ bene.
    Se fossi piu’ vicina a Dio con la preghiera riuscirei ad essere anche piu’ calma e paziente.
    Spero di riuscire a migliorare.
    Io quando sono al top della tensione e negativita’ per superarle…CANTO!!!!
    Un abbraccio

    1. Anche io avversa a tutto ciò che è religioso, sto pregando. La preghiera è un modo per ritrovare forza in me stessa, perché so bene che ci sono dei frangenti nella nostra esistenza che dobbiamo affrontare solo con le nostre “armi”. Ciò che per tanto tempo ho percepito come solitudine, ora lo considero come l’opportunità di vedere di che stoffa sono fatta. Cado e mi rialzo guardando avanti a me e non in basso! Non aspettarmi nulla dagli altri mi rende forte e fiera di me stessa, ma soprattutto libera ed artefice di me stessa: che soddisfazione!

  2. Ma com’è questo bicchiere? E’ metà pieno e metà vuoto! Sta ad ognuno di noi cercare la metà che lo riempie o la metà che lo svuota! Quanto aiutiamo, senza volerlo, i fatti o le persone a prosciugare la nostra linfa per provare che il “nulla” è la nostra dimensione? Quanto indugiamo nelle sensazioni di spegnimento e non ascoltiamo le vibrazioni di energie che vogliono accenderci? Non aspettiamo che qualcuno o qualcosa ci riempia, cerchiamo noi quel qualcuno o qualcosa dentro, fuori o al disopra di noi.
    Scopriremo, forse, che il pieno ed il vuoto sono punti di vista : spesso il pieno è rumore ed il vuoto è silenzio; entrambi non ci fanno sentire distintamente la voce di chi ci ama.
    LORETTA

  3. Quando mi capita ( e mi capita ), la prima cosa che sento di dover fare è accettare la situazione; poi aiutarmi con la preghiera, anche solo mentale, e fare quello che posso, amare come riesco, senza colpevolizzarmi. Naturalmente non sempre riesco a fare così,ma cerco di ricominciare ogni giorno. Un abbraccione Luisa!!!!!1

  4. Ciao Luisa, stavo pensando che forse non è importante se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno ma l’importante è che ci sia qualcosa dentro… stavo riguardando il disegno dei due pesci e ho pensato che grazie all’aiuto dell’altro il pesciolino potrà girarsi e anche lui così entrerà in acqua… Molte volte non sappiamo perché ci accadono delle cose, però è proprio attraverso queste che si devono compiere eventi o dobbiamo incontrare persone perché loro possono aver bisogno di noi o noi di loro… Il senso di vuoto va assolutamente riempito coltivando tutti i nostri interessi ma soprattutto condividendoli con glia altri, così come per i momenti di difficoltà…. Un Bacione a presto.

  5. Ciao Luisa. Voglio lasciare anche io il mio pensiero. Premetto che quando avevo perso il lavoro, anche io ero in un forte stato depressivo e ho trovato qualcuno che mi ha insegnato, appunto, a vedere il bicchiere mezzo-pieno proprio “parlando” in modo positivo e, per parlare, bisogna anche pensare in positivo. Da qui, la forza del pensiero.
    Tu mi conosci, lo sai bene che anche per me la scrittura è vita, tuttavia, se mi trovo in momenti in cui nemmeno una lettera esce dal mio cervello, mi rilasso col giardinaggio. A questo proposito sono d’accordo con Anny che menziona di coltivare i nostri interessi.

    Un abbraccio. A presto

  6. Io oltre a vedere il bicchiere mezzo vuoto-quando ci sarebbe invece da valorizzare quello pieno- spesso vedo i problemi quando ancoranon ci sono….e mi angoscio…tutto sbagliato! Cmq…quando sono ‘vuota’ mi stimola dipingere,molto! (Soprattutto se devo farlo x qualcuno).
    Grazie LÙ del post…mi ha fatto ancora una volta riflettere….

  7. Spesso, anche a me capita di sentirmi vuoto, inadeguato, inutile,giornate strane me ne accorgo appena apro gli occhi la mattina, se sarà una giornata NO. Se non devo andare al lavoro prendo il cane, e faccio una bella camminata, sgranando un rosario. Questo e un rimedio efficace per rimettere nei giusti binari quella giornata NO. Ti abbraccio ciao.

  8. ora mi fermo a riflettere.Il nostro io ci manda segnali…mi chiedo dove sto sbagliando.Non soono diventata più saggia, le mie energie sono minori e non mi posso permettere di sprecarle!!Una cosa ho impareto:cercare anche nella giornata più nera una nota positiva,un sorriso da regalare un pensiero da scrivere ad un amico lontano. Anche il mio sacco è difficile a volte da tenere in piedi, vacilla, ma l’amore delle persone che sono nella mia vita mi sostiene, bisogna imparare a lasciarlo entrare.Un grande abbraccio

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