Voler bene o amare?

Sono stati scritti fiumi di parole su quest’argomento, ma spesso in maniera melensa, sdolcinata e confusa. Di certo non voglio fare io chiarezza ma solo dire la mia, quello almeno sì.
Secondo me, benché il confine sia spesso labile e frainteso, c’è una grossa differenza tra voler bene e amare.

Il voler bene è un sentimento bellissimo. Si può voler bene a un animale o a una determinata cosa, tipo l’abitazione in cui si vive o la propria auto (ci sono delle persone che la curano e lavano ogni settimana, io no). Si può provare simpatia, affetto o empatia per una persona, che magari non si conosce a fondo, volendole bene.

Ma amare è un concetto, un sentimento molto più profondo.
Il primo amore che si dovrebbe riuscire a provare è quello per la vita, accettando – non passivamente ma con gioia – quello che ci dà (per me difficilissimo, come dicevo nel precedente post “Il coraggio delle piccole cose“).
Sia gli eventi positivi e spensierati che quelli negativi, il buio, le tempeste che, inevitabilmente, si abbattono sull’esistenza.

Anche nel buio, c’è un punto di luce; anche nel negativo si può scovare il positivo: basta impegnarsi nella ricerca, non facile e a volte faticosa; così si trova il modo di amare la vita, per quella che è, anche con poca salute o senza lavoro o senza certezze economiche o altro che possa mancare.

Questo ci consente – cosa da non poco – di amare e accettare le persone che abbiamo accanto, con i loro pregi e i loro difetti. Accettare e (almeno) provare a comprendere l’errore dell’altro ci consente di amare ancor di più quella persona: marito, moglie, figlio, genitore, fratello o sorella, amico che sia.
Sì, io amo di un amore immenso mio marito e i miei figli, ma amo – anche se magari ci diciamo “ti voglio bene”– anche alcune amiche che sento particolarmente vicine, sia nei momenti di gioia che in quelli più difficili. Amo i miei familiari, anche se spesso si creano fraintendimenti e non è facile, proprio per il legame (forte) di sangue e la conoscenza approfondita che abbiamo l’uno dell’altro.

E se non riusciamo in questo con le nostre sole forze umane, ricordiamo che c’è un Padre che ci ama immensamente, ciascuno individualmente e nel più profondo. Traccia a fili d’oro la nostra storia, anche se costellata di problemi, dubbi, errori. Lui sa di cosa abbiamo bisogno ed è proprio per questo che ci mette accanto le persone giuste, quelle che ci amano davvero e che ci ricordano il Suo di Amore. Un amore che perdona, sopporta, supporta e lenisce ogni dolore.

Madre Teresa diceva che “Un cuore limpido può vedere l’amore di Dio negli altri”.
Attraverso la preghiera, primo rapporto con Dio, rendiamo più limpido il nostro cuore e questo ci consente di amare gli altri, vedendo l’amore di Dio in essi.
È estremamente difficile, lo so, lei è Santa e si è donata tutta a Dio e agli altri, ma anche noi nel nostro piccolo possiamo emularla e, mettendo Dio e il Suo amore prima di tutto, provare ad amare gli altri, soprattutto quelli che incontriamo quotidianamente e per questo più difficile. Per me stessa, che inciampo di continuo, sbaglio e ricado sempre negli stessi errori, chiedo il Suo aiuto e la preghiera di tutti. Io faccio altrettanto, con tutto il cuore, per le persone che amo.

10 pensieri su “Voler bene o amare?”

  1. E. Fromm diceva che: ‘amare qualcuno è un atto di fede’ occorre una fiducia incondizionata nell’altro… è vero, è difficile ma è vero….solo così si riesce a superare i piccoli e grandi scogli. E sono d’accordo con te che per tutti i tipi di amore,nelle varie difficoltà piccole o grandi può venirci in aiuto Dio che è amore infinito. TVB

  2. Ciò che di noi rimane in eterno è l’Amore che siamo stati in grado di donare, che continua a durare anche finita la nostra esperienza terrena. Il metro di giudizio della nostra esistenza è l’Amore.
    Come dice San Paolo (nella lettera ai Colossesi) “Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione”. Troppo spesso dimentichiamo che questa dovrebbe essere la nostra unica Via, proprio perché non siamo perfetti. Ma possiamo sempre perfezionarci…
    Un caro saluto a tutta la tuia famiglia.

  3. Una madre e suo figlio stanno camminando sulla spiaggia.
    Ad un certo punto il bambino dice: “Mamma come si fa a mantenere un’amicizia?”
    La madre guarda il figlio sorridendo e poi gli dice: “Raccogli un po’ di sabbia.”
    Il ragazzo si china e raccoglie una manciata di sabbia finissima.
    La madre allora, sempre sorridendo: “Ora stringi il pugno…”
    Il ragazzo stringe la mano attorno alla sabbia e vede che, più stringe,
    più la sabbia gli esce dalla mano.
    “Mamma, la sabbia se ne scappa…”
    “Lo so, caro… Ora tieni la mano completamente aperta…”
    Il ragazzo ubbidisce, ma una folata di vento porta via parte della rimanente.
    “Anche così non riesco a tenerla…”
    E la madre, sempre sorridendo:
    “Adesso raccogline un altro po’, e tienila con la mano aperta a cucchiaio…
    così.. abbastanza chiusa per custodire, e abbastanza aperta per la libertà”.
    Il ragazzo riprova, e questa volta la sabbia non sfugge dalla mano, ed è protetta dal vento.
    “Ecco come far durare un’amicizia…”

    Siccome l’amicizia, come la fraternità o l’amore sponsale, sono comunque forme di amore, mi sento di dire che la storia di cui sopra rappresenti nel migliore dei modi il mio concetto di Amore.

    Grazie per il post!

  4. Grazie Luisa!!! Ci proponi sempre profonde riflessioni che ci spingono a fare un confronto con la nostra vita; sono oggetto di meditazione!! Grazie e un abbraccio.

  5. AMARE, senza aspettarsi dall’altro nulla in cambio.
    Credo sia questa l’essenza piu’ profonda dell’Amore, anche se difficile da mettere in pratica, poiche’ dai genitori, dal coniuge, dai fratelli e dagli amici che amiamo ci aspettiamo di essere contraccambiati.
    Grazie per lo spunto di riflessione.
    Un abbraccio

  6. Condivido in tutto, bellissimo l’esempio della storia che Bull, (che ha venti anni meno di me), ci ha donato. Grazie ti abbraccio ciao.

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